Quando si dice essere sul pezzo ed esserne orgogliosi!

La lingua è un atto costante di identità (cit.)

Ho appena visto questo video che vi propongo.  Sono sensibile a questo argomento sin dalla pubblicazione e diffusione del manifesto delle ‘parole O_stili’, illuminante e geniale tanto da proporlo ai miei studenti, anche se con non poche difficoltà. Molti di loro infatti non utilizzano più Facebook, perché considerato ‘da vecchi e perché si parla troppo’ preferiscono instagram. Mi viene da pensare che questo sia un segnale del fatto che abbiamo già superato la lingua e siamo passati direttamente alle immagini. Se questo è vero sui social, certo non lo è nella vita quotidiana e per questo  motivo propongo le schede didattiche del manifesto il primo anno delle superiori, quando non sanno ancora cosa aspettarsi dalle ore di italiano.
Devo precisare che insegno in una scuola di formazione professionale, pertanto i nostri ragazzi hanno come primo obiettivo ufficiale imparare un mestiere, spesso le ore in classe sono da loro considerate qualcosa di noioso, a prescindere, qualcosa da cui sono letteralmente fuggiti scegliendo questo tipo di percorso anziché un liceo o un istituto tecnico. Obiettivo ufficiale, perché?  Perché spesso ci sono molte altre motivazioni, una delle quali è la scarsa autostima nelle proprie capacità, dovuta al fatto che negli anni precedenti si sono spesso sentiti dire che non sarebbero stati in grado di fare altro che un corso professionale. Ritorna il tema principale: il potere delle parole...
Mi chiedo allora: perché inculcare la mentalità che un operatore alle macchine utensili, un operatore elettrico, un idraulico non debbano avere le stesse occasioni di crescere culturalmente di un medico, avvocato e etc?  Perché non dare a tutti le stesse possibilità ? È così utile avere Cittadini di serie A e di serie B??
“Se ero capace a scrivere  o avevo voglia di studiare non venivo in questa scuola”. (Cit.) 
Quante volte  me lo sento dire nel corso di una mattinata! Ecco il motivo per cui ho scelto di lavorare sulle parole. Parole che spesso non conoscono o che usano in modo inappropriato. Proporrò il video in classe proprio perché sono convinta che la lingua sia un atto costante di identità ed è fondamentale che incomincino a costruire la loro propria identità! 

Commenti

Post popolari in questo blog

leggere, leggere, leggere

Le scrittrici della Resistenza: De Cespedes, Ginzburg, Viganò