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Le scrittrici della Resistenza: De Cespedes, Ginzburg, Viganò

Due giorni fa, nella trasmissione Rai storia- Passato e Presente, si è parlato delle  scrittrici della resistenza, donne che hanno raccontato la guerra e la resistenza  nelle loro vite e nei loro scritti.
Desidero condividere quanto visto e ascoltato perché mi ha toccato molto come donna e come cittadina di questi tempi. spero inoltre di trasmettervi gli spunti e la curiosità che ha trasmesso a me questo argomento.

Alba De Céspedes figlia di una donna romana e di un diplomatico cubano discendente del rivoluzionario cubano del Castillo.
A causa del libro Nessuno torna indietro fu convocata 17 volte dalla commissione della censura per modificarlo, poiché le donne di cui raccontava erano libere ed emancipate e non piacevano al regime  più a livello ideologico che pratico.
Da Roma all'Abruzzo e poi a Bari e con lo psudonimo Clorinda partecipa alle radio libere durante la resistenza ed incita le donne al sabotaggio contro i nazifascisti, ma anche un'esortazione alla ricostruzione di una nuova mentalità.
Nel 1944 fonda e dirige la rivista letteraria "il Mercurio" cui parteciparono Ennio Flaiano, Sibilla Aleramo. Alba De Céspedes porta la politica nella vita quotidiana, il conflitto e le disparità di genere vengono portate nella quotidianità cercando di dare una visione alternativa del ruolo della donna, diverso da quello della mentalità fascista. E' interessante come Nessuno torna indietro, romanzo apparentemente 'rosa' parli di politica e di emancipazione.
Una parte della critica letteraria tentò di inserire le opere di  nella letteratura 'rosa', nonostante i temi legati all'impegno politico, di fatto fu più narratrice che scrittrice e forse fu questo che l'allontanò dalle altre donne dell'epoca.

Natalia Levi  nata a Torino sposa nel 1938 Leone Ginzburg, di cui manterrà il cognome, amico di Giulio Einaudi e con Elio Vittorini e Cesare Pavese contribuirà alla nascita della casa editrice Einaudi. Dopo il confino e alla caduta del fasismo, tornano a Roma, dove il marito partecipa alla resistenza e nel 1944 viene arrestato e trasferito nel braccio tedesco del Regina Coeli, morirà per le torture senza rivedere la moglie e i figli.
Natalia lo ricorderà con una poesia sul Mercurio: Memoria

Gli uomini vanno e vengono per le strade della città.
Comprano cibo e giornali, muovono a imprese diverse.
Hanno roseo il viso, le labbra vivide e piene.
Sollevasti il lenzuolo per guardare il suo viso,
ti chinasti a baciarlo con un gesto consueto.
Ma era l'ultima volta. Era il viso consueto,
solo un poco più stanco. E il vestito era quello di sempre.
E le scarpe eran quelle di sempre. E le mani erano quelle
che spezzavano il pane e versavano il vino.

Oggi ancora nel tempo che passa sollevi il lenzuolo
a guardare il suo viso per l'ultima volta.
Se cammini per strada, nessuno ti è accanto,
se hai paura, nessuno ti prende la mano.
E non è tua la strada, non è tua la città.
Non è tua la città illuminata: la città illuminata è degli altri,
degli uomini che vanno e vengono comprando cibi e giornali.
Puoi affacciarti un poco alla quieta finestra,
e guardare in silenzio il giardino nel buio.
Allora quando piangevi c'era la sua voce serena;
e allora quando ridevi c'era il suo riso sommesso.
Ma il cancello che a sera s'apriva resterà chiuso per sempre;
e deserta è la tua giovinezza, spento il fuoco, vuota la casa.

Si rifugia in Toscana con i figli e tornerà a Torino solo alla fine della guerra e lavorerà come redattrice di Einaudi. I suoi racconti e i suoi scritti di quegli anni parlano di una generazione sconvolta dalla guerra : " una volta sofferta, l'esperienza del male non si dimentica più....non saremo mai più gente tranquilla...Abbiamo conosciuto la realtà nel suo volto più tetro....noi non possiamo mentire nei libri enon possiamo mentire nelle cose che facciamo. E forse questo è l'unico bene che ci è venuto dalla guerra...da "Il figlio dell'uomo in Le piccole virtù ed. Einaudi 1976.
 
www.raiplay- Passato e Presente- Le scrittrici della resistenza





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